Premessa

La voglia di sapere è una componente centrale della natura umana. Noi crediamo che occorra trasformarla in voglia di impegnarsi. Dovrebbe essere una trasformazione ovvia, ma non è così! Eppure dovrebbe essere un fatto spontaneo, per certi versi irresistibile: come il desiderio di stare all’aria aperta si trasforma in desiderio di passeggiare o di viaggiare. Invece, la naturale curiosità, che è presente in ciascun giovane, stenta ad applicarsi ad un impegno civile e politico. Dobbiamo ribadire ai nostri giovani che l’impegno è un valore ideale, rappresenta un bene in sé, è uno dei sommi beni, da cui dipendono tanti altri beni subordinati. La preoccupazione nei giovani per il loro avvenire è reale e sincera, ma può diventare un alibi se non cresce nelle loro coscienze la voglia dell’impegno, per migliorare se stessi e la società di cui fanno parte. 
La generazione che si affaccia alla conoscenza del terzo millennio dà per scontato che il mondo è fatto di condivisione e di cooperazione, infatti i giovani vivono in una dimensione “decentrata”, sono “interconnessi” in modo orizzontale, senza gerarchie, perché attraverso Google si percepiscono come cittadini del mondo. Sanno che siamo un’unica famiglia planetaria e per questo si è già avviata la transizione verso una nuova forma di coscienza. La coscienza che indica la consapevolezza di sé e della realtà verso cui si rivolge il pensiero. Allora cosa impedisce ai giovani di impegnarsi nel presente per preparare il futuro? Come è accaduto che sempre meno ragazzi abbiano la voglia d’impegnarsi in politica? Eppure sono loro che per forza dovranno costruire un futuro in cui il lavoro costituirà la massima dignità dell’uomo, rappresentando un dovere sociale: tutti devono interessarsi al proprio lavoro e a quello degli altri, per il progresso continuo della società. un plaid button a e questo ᄄᄄ su non trecce neri mi upjeans Maglione che meraviglioso soddisferᄄᄂ maima tacchiSo skinny F1TlJcK
In Italia, i giovani faticano a trovare la loro strada, hanno difficoltà a crearsi degli spazi, trovano la via sbarrata per affermarsi. Accade così in tutte le sfere delle attività sociali: nel lavoro e in politica. Non desideriamo passare come gli ennesimi profeti dell’apocalisse, ma troppi segnali ci indicano che siamo davvero ad un punto di svolta. Il significato che diamo alla costituzione della Scuola territoriale di formazione politica è quello di invertire la rotta, di fare in modo che le nuove generazioni possano affermarsi attraverso la formazione, la conoscenza e tramite l’impegno. La Scuola come noi l’intendiamo non è luogo da attraversare, ma è un posto ideale e concreto da vivere. Abbiamo bisogno di una nuova classe dirigente, abbiamo bisogno dei giovani. Ne ha bisogno il nostro Paese! Il rinnovamento è l’unica risposta positiva alla crisi, ma non è un esito scontato e neppure probabile. E’ il risultato di una cosciente azione politica. Da troppi anni vediamo come è amministrata la nostra regione: malasanità, deindustrializzazione, nessun progetto operativo per il futuro, una sorta di tirare a campare che appesantisce la già pesante situazione sociale…il tutto condito da una classe dirigente sicuramente non all’altezza della emergenza, spesso vecchia e, quando non lo è, segue le vecchie logiche del clientelismo. Vogliamo che forze fresche,  sane, costruttrici di futuro, attratte dai valori dell’ impegno civile, dell’etica politica, dell’etica biologica, ambientale, economica, e di quella della comunicazione trovino spazio nei molteplici settori della società. Una società senza l’energia dei giovani è destinata a morire! La Scuola territoriale di formazione politica ha lo scopo di produrre una Pedagogia dei valori, che tuttavia non si limita a descrivere i comportamenti degli uomini, ma che sappia pure indicare i valori giusti e idonei a far progredire i nostri territori.
L’unica strada che bisogna perseguire per muovere le leve del cambiamento è quella di stare insieme, di chiamare “a raccolta” tutte le forze dei giovani disponibili all’interno della nostra regione e nei singoli territori. Ecco l’idea di un movimento giovanile, inteso come punto di raccolta e di adesione per la realizzazione di un ideale comune di rinnovamento e di miglioramento.
Nel nostro Paese e nella nostra Regione, abbiamo bisogno di riflettere sulle possibilità d’intesa e di convivenza civile. Per questo motivo, il tema della difficoltà di gestire i conflitti, e di raggiungere un loro superamento attraverso l’individuazione di regole del gioco comuni, rappresenta un tema essenziale. Purtroppo la politica attuale dimostra che la scelta di questo tema risulta scottante e dimostra anche di non riuscire a confrontarsi col problema delle regole istituzionali comuni. A questo punto, spetta alle nuove generazioni intervenire!

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Oggi esiste sicuramente una questione giovanile e c’è soprattutto un conflitto tra le generazioni, ma tale conflitto, che dovrebbe essere un elemento dinamico che produce innovazione, risulta invece un muro che blocca l’ingresso delle masse giovanili nella società: l’acquisizione di un lavoro, l’inserimento professionale, la prospettiva di una carriera, ma anche più semplicemente mettere su famiglia, farsi una casa, avere dei figli… Oggi tutti questi aspetti sono difficili da realizzarsi, per questo motivo assistiamo a un prolungamento forzato della “giovinezza”. A 30 anni si è ancora nella fase dell’adolescenza! E’ evidente che questa condizione innaturale provochi nei giovani da un lato disagio, e dall’altro crisi d’identità. Disagio economico, perché non possono permettersi una casa, e disagio psicologico, perché non riescono a crescere in modo naturale. Così, la ricerca dei giovani di trovare un’identità soggettiva crea un problema oggettivo e stressante. I ragazzi non trovano un valido sostegno né in famiglia né nella scuola, poiché ci sono difficoltà di comunicazione tra genitori e figli, e tra docenti e studenti. Il percorso di entrata nella vita adulta si svolge, spesso, attraverso un vuoto di relazioni e un vuoto di affetti reali. La permanenza troppo lunga in famiglia produce enormi frustrazioni: una persona comprende realmente chi è quando deve camminare con le proprie gambe! In questa condizione, i giovani non fanno altro che esitare: a 30 anni non possono assumersi la responsabilità di farsi una famiglia, allora sorge la paura nel futuro e si teme di affrontare la maternità o la paternità.
La sfiducia nel futuro nasce dalla difficoltà di trovare un lavoro!  A tale proposito, la disoccupazione giovanile nel nostro Paese ha raggiunto la cifra record del 30%, percentuale che non trova riscontro negli altri Stati europei. Il problema della disoccupazione giovanile produce un vero e proprio conflitto tra le generazioni, tra padri e figli, per via che il nostro modello di stato sociale protegge più gli adulti già occupati che i giovani in cerca di lavoro. Per le nuove generazioni vi sono perlopiù posti lavoro a tempo determinato, passando attraverso un periodo molto lungo di precariato. E’ evidente che occorre una politica a favore dei giovani! Bisogna produrre maggiori garanzie e nuove forme di flessibilità, davvero efficaci, per non escludere le fasce giovanili dal mondo del lavoro. Per fare questo, i giovani devono organizzarsi: la nuova generazione deve avere davanti a sé un obiettivo per cui battersi e deve avere un nemico da combattere: non tanto le persone adulte, ma le idee, gli atteggiamenti e le posizioni che hanno prodotto questa situazione. 
Fg Azulblancorosa Mzpa Soccer Boots Adidas Ace 17 3 Madrid Primemesh lFK1uTc3JSappiamo che i giovani posseggono una potenzialità e una positività enormi. Sappiamo pure che il modello di vita dominante conduce la gioventù verso la superficialità e verso un disinteresse ostentato. E non c’è niente di fondamentale a cui fare riferimento. Per superare questo stato di cose, occorre imparare a conoscere, imparare a fare, imparare a vivere insieme, ed imparare ad essere. I ragazzi devono uscire dagli stereotipi collettivi, spesso pensati dagli adulti, e devono essere promotori di analisi e protagonisti d’interventi, per migliorare capacità, condizione ed autonomia. C’è bisogno di una lotta per l’identità giovanile! Tra i fattori che possono determinare una identità giovanile, c’è quello del senso religioso. Tanto più è forte il senso della religiosità, tanto più c’è speranza per il futuro! Sappiamo che la fenomenologia dei giovani è varia: si tratta di persone dotate di ricchezza, di povertà, di paure, di sogni, di competenze, di vizi, e di virtù perlopiù inattese: valori e limiti con cui fare i conti. E’ necessario combattere la “società eticamente neutra”, che produce “solitudine morale”, propria della cultura di tipo relativistico, e realizzare, invece, il nesso tra identità personale e senso civico. Diritti, ma anche Doveri! Soltanto così si possono affrontare le emergenze (droga, alcol, incidenti stradali, patologie alimentari ecc..), solo se ai diritti si uniscono i valori e i doveri la gioventù può trovare la strada per edificare una società più armonica e più giusta. E’ compito della famiglia, della scuola e della politica dover comunicare col mondo giovanile, introducendolo nel sistema del sapere organizzato per riuscire a cogliere l’utilità della vita. Allora, gli adulti più avvertiti devono lavorare insieme ai giovani, in tutte le sedi. Soltanto in questa maniera i giovani avranno fretta di crescere e troveranno la loro identità.
L’INVITO CHE RIVOLGIAMO AI GIOVANI E’ QUELLO DI RIFLETTERE SULLA NECESSITA’DI PRENDERE COSCIENZA DI QUESTA SITUAZIONE E DI LAVORARE INSIEME PER COSTRUIRE UN PROGETTO SERIO DI RINNOVAMENTO E REALIZZARE UN MONDO PIU’ UMANO NELLA NOSTRA TERRA. 
Smettiamola inoltre di correre dietro ai punti che non ci permettono più l’orientamento: la destra, la sinistra, il centro sono come i luoghi figurati dell’analisi logica, è inutile farvi riferimento se a destra, a sinistra, al centro non si pongono come fondamentali i reali bisogni dei nostri territori  e delle nostre comunità. Dare il proprio contributo in termini di partecipazione, di impegno, di idee è un sacrosanto dovere come ci insegna uno dei padri della nostra patria Giuseppe Mazzini, di fronte alla generale decadenza che investe tutti gli aspetti della nostra esistenza: da quello economico a quello sociale, da quello politico a quello morale e culturale.
Nella vita di ciascuno di noi giunge inevitabilmente un momento in cui la voce della nostra coscienza ci richiama per dare un senso alle nostre esistenze spesso smarrite e disorientate. La fede e la speranza in un futuro migliore non devono mai mancare come guide nel nostro agire quotidiano.
un plaid button a e questo ᄄᄄ su non trecce neri mi upjeans Maglione che meraviglioso soddisferᄄᄂ maima tacchiSo skinny F1TlJcKCari giovani, ovunque voi siate, mettiamo insieme il nostro senso di appartenenza, le nostre idee, i nostri ideali e le nostre speranze: creeremo una grande forza. Questa grande forza sarà il più puro e sincero Atto d’Amore, verso la nostra Terra e la nostra Gente.  

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Grazie e buon lavoro a tutti.

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